Dimetilmercurio

Il dimetilmercurio è un liquido incolore infiammabile, conosciuto come una delle più potenti neurotossine. È descritto come avente un odore lievemente dolce, anche se l'inalazione di vapore sufficiente per notare questo comporterebbe una significativa esposizione alla sostanza chimica.
A causa della sua elevata tossicità, il dimetilmercurio oggi è raramente utilizzato. Come molti altri composti organometallici metilici, è un agente metilante che può donare i suoi gruppi metilici a una molecola organica. Lo sviluppo di nucleofili meno tossici come il dimetilzinco e il trimetilalluminio e la successiva introduzione dei reattivi di Grignard (alogenuri organometallici), ha reso obsoleto l'utilizzo di questo questo composto.
In passato sono state studiate delle reazioni in cui il catione metilmercurio veniva legato a una specifica molecola, formando potenti battericidi. Il bioaccumulo e la tossicità del metilmercurio hanno portato alla sospensione del suo utilizzo in questo ambito ed è stato sostituito dal catione etilmercurico che svolge le stesse funzioni senza il pericolo di bioaccumulo in quanto metabolizzato a livello epatico.
In tossicologia, è stato utilizzato come una tossina di riferimento. È stato utilizzato anche per la calibrazione degli spettrometri NMR nella ricerca del mercurio, sebbene siano preferiti dei sali del mercurio meno tossici.
L'elevata pressione di vapore del liquido comporta che qualsiasi versamento si tradurrà in livelli pericolosi di esposizione ai vapori per chi si trova nelle vicinanze.
La molecola ha una struttura lineare ed è in grado di attraversare la barriera emato-encefalica facilmente, probabilmente a causa della formazione di un complesso con la cisteina. Viene eliminato dall'organismo molto lentamente, pertanto ha la tendenza al bioaccumulo. I sintomi di avvelenamento possono comparire anche dopo molti mesi, spesso troppo tardi per un trattamento chelante efficace, quando il mercurio ha già causato importanti danni neurologici.
Il dimetilmercurio passa attraverso lattice, PVC, butile e neoprene in pochi secondi ed è assorbito attraverso la pelle. Pertanto la maggior parte dei guanti di laboratorio non forniscono una protezione adeguata da esso e l'unica precauzione di sicurezza è quello di indossare guanti molto resistenti e laminati. Una maschera protettiva per il viso e il lavoro sotto una cappa d'aspirazione sono raccomandati.
La tossicità del dimetilmercurio venne tristemente evidenziata quando una famosa chimica esperta in metalli pesanti, Karen Wetterhahn, morì nel 1997 dieci mesi dopo che qualche goccia di questa sostanza cadde accidentalmente sul guanto in lattice che indossava.