Reazioni, impatto sui media e tesi alternative

Benché l'inchiesta giudiziaria che seguì accertò la truffa alimentare del mugnaio, non vi fu alcuna sentenza che attribuì esplicitamente la causa dell'intossicazione.
L'accademico statunitense Steven Kaplan, specializzato in storia della Francia, in un suo saggio sulla vicenda riporta un passo di un articolo giornalistico che commentava l'accaduto: «Dunque, una volta scoperto il male, se ne vuole conoscere il responsabile. Sono circolate le versioni più inverosimili: si accusa il panettiere (ex candidato dell'RPF e protégé di un consigliere di de Gaulle), il suo lavorante, l'acqua delle fontane, le moderne trebbiatrici meccaniche, le potenze straniere, la guerra batteriologica, il demonio, la SNCF, il papa, Stalin, la Chiesa, le nazionalizzazioni».
In particolare, il riferimento alla guerra batteriologica e alle potenze straniere nasceva da una tesi complottista che circolava da diverso tempo e che fu esplicitata nel 2009 dal giornalista statunitense Hank P. Albarelli il quale, prendendo le mosse da un episodio realmente accaduto nel corso della guerra fredda (il progetto della CIA noto come MKULTRA, che si proponeva di testare un possibile utilizzo dell'LSD come arma segreta e che fu oggetto di un'audizione davanti a una commissione al Senato nel 1977), teorizzò che l'Agenzia avesse contaminato i prodotti alimentari di Pont-Saint-Esprit con il noto allucinogeno tramite irrorazione con aerosol; tale tesi fu contestata e rigettata dallo stesso Kaplan il quale, nel rilevare la natura complottistica della teoria di Albarelli, la dichiarò inconsistente per via della discordanza dei tempi (tra l'assunzione del pane avariato e la comparsa dei sintomi passarono circa 36 ore, laddove l'LSD agisce subito), della noncuranza delle evidenze cliniche (l'LSD non causa i problemi gastro-intestinali e psichici descritti dagli abitanti del paese) e per la generale implausibilità (l'assurdità dell'idea di contaminare il pane con l'allucinogeno e la non disponibilità di mezzi tecnologici per diffonderlo tramite aerosol, unito all'insensatezza di utilizzare come cavia una cittadina all'epoca semidistrutta dai combattimenti tra Tedeschi e Alleati della allora recente seconda guerra mondiale).
Un'altra ipotesi, formulata dal chimico britannico Simon Cotton dell'Università di Bristol e, in seguito, di Birmingham, suggerisce un avvelenamento da mercurio dei semi di frumento; a partire dagli anni quaranta era prassi comune utilizzare dimetilmercurio, prodotto per alchilazione di tale elemento, come base per insetticidi e fungicidi, il più noto dei quali era il Panogen; tale ritrovato chimico, usato per eliminare i parassiti dai semi di frumento, era stato alla base di diverse intossicazioni in varie parti del mondo: negli anni sessanta in Svezia era stata rilevata una morìa di uccelli e roditori che si erano cibati di semi trattati con derivati del mercurio; avvelenamenti di persone si verificarono in Iraq nel 1956 e nel 1960, in Pakistan nel 1961 (circa 100 morti), in Guatemala nel 1965.
Ancora Kaplan ipotizza, tra le possibili cause alternative all'intossicazione da ergot, lo sbiancamento del pane con sostanze proibite e patogene quali il tricloruro di azoto, ipotesi non dimostrabile ma parimenti ritenuta da Kaplan non inverosimile considerando il contesto di una Francia uscita dalla guerra che desiderava avere una sensazione di benessere tra i cui simboli figurava il pane bianco, oppure l'opera di micotossine, allora poco conosciute. A sostenere tale ultima ipotesi anche Régis Delaigue, che riporta il parere di un tossicologo secondo cui la farina avrebbe potuto essere contaminata da micotossine prodotte dalle muffe eventualmente presenti nei silo di grano.